Il mio amico Pallenere.

Strano non aver dedicato ancora un post ad un gatto di carattere come lui. La sua particolarità è data dal semplice fatto di essere quasi completamente bianco a parte la coda, un po di testa e le palle: da qui il nome che si è meritato " Pallenere".
Pallenere, sei il re di Cittanova, entri ed esci dalle villette, dai condomini, salti sui muretti e vaghi nei giardini. Quando ti incontro lanci dei miagolii stridenti e con la coda alzata ti vieni a strofinare: ti affretti come se non avessi tempo da perdere, ti lasci accarezzare ma basta una grattata di troppo e inizi a mordicchiare, né piano né forte…
Se non mi fermo qualche minuto con te mi guardi storto, e forse  è perchè entrambi sappiamo che prima o poi ci dobbiamo salutare.   

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Back in action… "you better run you better take cover"

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Se vi è mai capitato di girovagare per la campagna emiliana è molto probabile che vi siate imbattuti in un cartello simile a questo: un maiale a cavallo di una mortadella posta sopra una sorta di biga a sua volta trainata da due maiali. Alcune fette di mortadella tagliata sottile svolazzano attorno al maiale incoronato ed il suo cocchio mentre gli altri due suini continuano nella loro corsa insensata. Le fette del roseo salume sono solo petali che si lasciano trasportare dal vento mentre il sovrano brandisce un coltellaccio da salumiere come fosse la più gloriosa e invincibile delle spade.
E’ l’emblema della decadenza dei tempi moderni, uno scenario catastrofico di assoluta devastazione: un re detronizzato e folle (basti vedere il suo ghigno) siede sopra un cadavere e si fa trainare da altri due suoi simili ridotti al rango di bestie da soma. Il destino di questa corsa? Il nulla.
Genio assoluto chi ha ideato e prodotto questo cartellone pubblicitario…l’unico comparabile è quello in cui si vede un fattore che offre in pasto ai suoi maiali succulenti salumi stagionati a puntino come fossero mangime.
Spero di rivedere anche quello un giorno, ma non lo cercherò.

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Dopo un periodo di inattività provo a far ripartire L’angolo del fallito.
Alcuni di voi certo apprezzeranno.
Per quanto mi riguarda spero di riuscire a mantenere un certo standard qualitativo e sopratutto mantenere viva una delle poche voci degne di essere ascoltate in una rete che ormai non offre più nulla di interessante.

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Ioacchino Cròalin Idillium cum Animalibus Ravenna 1263 manoscritto su carta pecora

Un opera totale, un capolavoro immortale, un insegnamento e un trionfo di amore e tolleranza: solo Padre Ioacchino Cròalin, mistico artista ravennate, poteva donarci tale tripudio di forme armoniche e perfette.
Ma chi è effettivamente raffigurato nel quadro? Alcuni propendono per l’autore stesso, altri per uno dei suoi modelli preferiti, Severino Stugarra, che conosciamo grazie agli scambi epistolari tra i due, verificatisi dall’autunno del 1262 sino alla fine dell’ anno 1265. Il gatto è simbolo, è offerta, è celebrazione sopra ogni cosa:  l’animale stesso sembra godere di questa sua elevazione rispetto alle altre creature: una" triviale", di terra, il suino, bestia intenta a non fare altro che esercitare le sue rozze attitudini; l’altra "vana",, poichè il volatile sembra aver spiccato un volo destinato a tutt’altro che una comoda discesa in terra.
Il sole sullo sfondo è infocato, bollente ma impotente nei confronti della gloria che il piccolo felino  reca in se come marchio incancellabile: e l’astro non puo fare nient’altro che assistere quale spettatore inerte.

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Un’allegra cena in famiglia.

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